
Mi chiamo Daniele e voglio dare gloria a Dio per ciò che ha fatto nella mia vita.
Fino a maggio dello scorso anno la mia esistenza era segnata dal vuoto. Fin dall’adolescenza cercavo di riempirlo in ogni modo: con amicizie, alcol, droga, e soprattutto con il denaro. Pensavo che avere soldi e apparire felice mi avrebbe dato pace, ma era solo un’illusione.
Col tempo, il gioco d’azzardo e le scommesse sono diventati una dipendenza che mi ha portato alla rovina: ho perso la casa, la macchina, e accumulato debiti. Nessuno sapeva del mio problema, nemmeno Marlen, la donna che amavo e che oggi è mia moglie. La vergogna mi stava distruggendo.
A maggio 2024, disperato, avevo deciso di farla finita. Mi trovavo su un ponte, pronto a togliermi la vita, quando ho sentito una voce nel cuore che mi diceva:
“Io ti ho dato la vita, e tu vuoi toglierla?”
Era Dio. In quell’istante ho capito che dovevo smettere di scappare. Ho parlato con il pastore della chiesa che frequentavo a Perugia e ho chiesto aiuto. Mi mise in contatto con una comunità di recupero, e dopo un colloquio attendevo la loro risposta.
La domenica successiva, Marlen mi disse che saremmo andati in chiesa a Roma. Non lo sapevo, ma quella giornata avrebbe cambiato tutto. Le persone hanno pregato per me, e lì ho sentito davvero la presenza di Dio. Ho iniziato a comprendere il valore della preghiera e della comunione fraterna.
Da quella domenica fino al giovedì, giorno in cui aspettavo la chiamata dalla comunità, ho pregato ogni giorno chiedendo a Dio la Sua guida. Ma quella chiamata non è mai arrivata — e ho capito che Dio aveva già risposto: da quel giorno non ho più sentito il bisogno di scommettere.
Oggi posso dire che Dio ha restaurato la mia vita. Mi ha liberato dalla dipendenza, mi ha ridato una casa, una macchina, due lavori, ma soprattutto mi ha ridato speranza.
Voglio incoraggiare chiunque stia soffrendo: qualunque sia il tuo problema, cerca il Signore.
Lui è la risposta a ogni vuoto e può trasformare la tua vita, proprio come ha trasformato la mia.




